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Come curare la Phalaenopsis per farla durare nel tempo e rifiorire

phalaenopsis orchideeLe Phalaenopsis sono le orchidee più diffuse e conosciute, molto apprezzate per la bellezza dei fiori. Io ne ho ben quattro da un po’ di anni ed ogni anno mi regalano bellissime fioriture.

Originarie dall’India, Indonesia, Australia e Filippine sono disponibili in una vasta gamma di colori. Presentano da due a sei foglie grandi e verdi e le radici sono molto ramificate e grosse. Quando la pianta necessita di annaffiature, le radici diventano argentate.

Il vero punto di forza di queste piante è la facilità di coltivazione. Bastano pochi accorgimenti per farle vivere e tornare a fiorire. Perfette anche per i neofiti.

Nella cura delle Phalaenopsis bisogna prestare molta attenzione alla temperatura dell’ambiente e alla luce. La temperatura ottimale per la coltivazione di queste piante si aggira tra i 16 °C ed i 32 °C. Inoltre, ha bisogno di molta luce che, però, non deve colpire direttamente la pianta. Se le foglie tendono a diventare gialle, la pianta è esposta a troppa luce mentre, se le gemme tendono a cadere, significa che ha bisogno di più luce! È una pianta che adora l’umidità e può essere messa in serra o in luoghi umidi come il bagno o la cucina.

phalaenopsis orchideeIrrigazione e fertilizzazione della Phalaenopsis

Indispensabile per la cura della Phalaenopsis è la quantità e la frequenza delle annaffiature. Le radici di questa pianta sono molto sensibili alla presenza di calcio e sodio. Per questo è indicato utilizzare acqua demineralizzata o piovana circa una volta a settimana.

Possiamo annaffiarla dall’alto o per immersione (riempiendo una bacinella d’acqua e ponendoci il vaso per circa 15 minuti). Se decidiamo di versare l’acqua dall’alto bisogna far attenzione a non bagnare il colletto. La seconda opzione è più pratica.

Per garantire lo sviluppo e le fioriture è molto importante l’impiego di fertilizzanti specifici reperibili nei garden oppure online. La pianta dovrebbe essere concimata ogni 15 giorni in primavera con un fertilizzante a prevalenza di azoto, per stimolare la ripresa vegetativa, mentre in autunno si dovrebbe somministrare un concime con prevalenza di fosforo e potassio per stimolare la fioritura.

Se coltivata in maniera ottimale, la Phalaenopsis può fiorire due volte all’anno. Lo sviluppo di nuove radici esterne al vaso è sintomo che la pianta si trova bene in quell’ambiente. Non cercare mai di disporre le radici esterne all’interno del vaso perché potrebbero danneggiarsi.

phalaenopsis orchideeRinvaso e scelta del terriccio

Molto importante è anche la scelta del terriccio. E’ preferibile scegliere un terriccio specifico per orchidee, leggero, drenante e in grado di mantenere un certo livello di umidità

Il rinvaso si effettua di solito ogni 2 o 3 anni, quando il substrato non ha più la compattezza iniziale oppure alla comparsa di marciumi alle radici. Durante il rinvaso possiamo controllarle e tagliare quelle più vecchie e danneggiate.

Malattie delle orchidee

Alcuni dei più comuni tipi di malattie delle orchidee possono essere causate da parassiti, insetti, funghi, batteri o virus. Afidi, acari e cocciniglie sono alcuni dei parassiti che più comunemente possono infestare le piante di orchidea. Anche se difficile debellarli e possibile usare alcuni trattamenti disponibili in commercio. Per prevenire questi problemi è molto importante l’igiene e l’ispezione della pianta oltre che la giusta irrigazione e umidità.

 

 

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